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Carta delle potenzialità archeologiche (CPA) - 2024

A cura degli Osservatori locali per il paesaggio aderenti alla Rete regionale

La Carta Archeologica di un territorio contiene tutte le informazioni di carattere storico e archeologico ad esso relative, desunte essenzialmente da documenti d’archivio (relazioni di sorveglianze e scavi archeologici, segnalazioni di rinvenimenti fortuiti, fonti scritte).

Un suo aggiornamento può essere rappresentato dalla Carta delle Potenzialità Archeologiche (CPA) del paesaggio, che, ai dati di carattere storico-archeologico, unisce i risultati ottenuti da analisi geomorfologiche, lettura della cartografia e dei catasti storici, toponomastica, analisi delle componenti di edilizia urbana, interpretazione delle foto aeree e satellitari e, se presenti, diverse tipologie di indagine, come le prospezioni geofisiche.

Nel quadro delle attività progettuali degli Osservatori locali per il Paesaggio, è stata proposta un’integrazione della Carta Archeologica del Veneto, relativamente alle aree di competenza degli Osservatori locali per il paesaggio, finalizzato alla redazione di una Carta delle Potenzialità Archeologiche (CPA) che si sviluppi attraverso il raggiungimento dei seguenti obiettivi.

L’attività è stata realizzata in collaborazione tra l’Osservatorio locale del Graticolato Romano e l’Osservatorio locale del Delta del Po.

Per l’area del Delta del Po, la prima fase del lavoro prevedeva la raccolta dei dati relativi alle evidenze archeologiche rinvenute nel sito e nelle vicinanze di San Basilio, nel comune di Ariano nel Polesine, l’attività di ricerca è iniziata con lo studio del materiale bibliografico inerente le scoperte avvenute nel corso degli anni passati. Il testo di partenza è stato la “Carta Archeologica del Veneto”, aggiornata all’anno 1994.

Questi dati sono stati successivamente incrociati con quelli presenti su portali online quali RAPTOR, Geoportale Nazionale per l’Archeologia, Catalogo Generale dei Beni Culturali. I dati recuperati sono stati integrati con ulteriori fonti bibliografiche, quali tesi di laurea, pubblicazioni periodiche, articoli scientifici e cataloghi museali, con l’obiettivo di recuperare maggiori dettagli inerenti alle scoperte e utili allo sviluppo del progetto.

Le evidenze archeologiche raccolte sono state quindi organizzate “per rinvenimento” all’interno di un file excel, integrando e inserendo l’anno di rinvenimento, il contesto, la cronologia ipotizzata, la morfologia e la quota di rinvenimento. Gli stessi dati sono stati poi inseriti sulla piattaforma GIS elaborata dall’Osservatorio del Paesaggio del Graticolato Romano.

La seconda fase del progetto prevedeva la gestione ed elaborazione delle informazioni raccolte e inserite nel GIS, e l’integrazione di queste con diversi tematismi al fine di sviluppare analisi territoriali che permettono di definire i contesti territoriali sulla base della potenzialità archeologica.

Incrociando i dati di carattere geomorfologico a quelli di carattere archeologico, e sommando i dati relativi all’evoluzione storica del territorio, è stato possibile definire la tendenza di un contesto territoriale ad essere insediato nel corso della sua storia.

I contesti territoriali individuati sono stati infine analizzati sulla base dei parametri di potenzialità archeologica:

  • profondità di giacitura dei depositi archeologici;
  • cronologia e tipologia dei depositi archeologici per ciascuna profondità di giacitura;
  • vocazione insediativa;
  • grado di conservazione dei depositi archeologici per ciascuna profondità di giacitura.

Per l’area del Graticolato Romano, la prima fase del lavoro ha permesso il riconoscimento di 10 siti su un totale di 248 già noti in bibliografia evidenziando una distribuzione piuttosto eterogenea su tutta l’area del Graticolato Romano.

Per tale fase sono stati consultati testi specifici e i siti on line quali Raptor e il Geoportale Nazionale per l’Archeologia, inoltre è stata predisposta una mappatura partecipativa per raccogliere segnalazioni provenienti dalle comunità locali e appassionati di storia e archeologia che ha offerto preziose informazioni. La tipologia dei rinvenimenti abbraccia evidenze quali pozzi, strutture e anche complessi archeologici più articolati come ville. Tutti questi dati sono stati sistematizzati in ambiente QGIS e integrati con dati storico archeologici.

La seconda fase, che ha previsto l’analisi integrata dei dati e la definizione dei contesti territoriali, ha evidenziato come l’area della centuriazione sia sempre rimasta in uso con una certa continuità dalle fasi post-antiche.

Il progetto ha prodotto i seguenti output, che saranno messi a disposizione tramite il portale web dell’Osservatorio locale per il paesaggio del Graticolato Romano e successivamente caricati nel WebGIS RAPTOR:

  • un documento word denominato “Schede siti Osservatorio”, riportante le schede di sito complete;
  • un documento excel denominato “Siti Osservatorio con quote”, riportante una tabella attributi sintetizzate le caratteristiche dei singoli siti;
  • uno shapefile denominato “Siti con quote”;
  • una carta di distribuzione dei siti censiti su base cartografica satellitare;
  • una carta di distribuzione dei siti censiti su base cartografica IGM al 1:100000;
  • la Carta delle Potenzialità Archeologiche del territorio della Centuriazione di Padova nord-est.

Osservatorio locale del Graticolato Romano

Osservatorio locale del Delta del Po